◆ Dott. Zanaboni, partiamo dall'inizio. Era il 2011. Perché fondare un'azienda di property management a Lodi?
Perché vedevo un settore che non stava al passo con i tempi. Gli amministratori di condominio erano spesso figure isolate, poco strutturate, che lavoravano in modo artigianale. Io credevo — e ci credo ancora — che si potesse fare questo lavoro in modo molto più professionale. Con un team, con aree di competenza specifiche, con strumenti digitali. A Lodi c'era spazio per qualcosa di diverso.
◆ In pochi anni avete acquisito altri studi. Una scelta precisa?
Assolutamente. Nel 2012 abbiamo integrato lo Studio Leonardi, nel 2015 lo Studio Ugliano. Non si è trattato di semplici acquisizioni commerciali — sono state integrazioni di persone, di competenze, di storie. Ogni volta ci siamo arricchiti. E ogni volta abbiamo dovuto reimparare a lavorare insieme, che è la cosa più difficile e più bella.
◆ Cosa significa per lei "fare bene" questo lavoro?
Significa che il condòmino si sente seguito. Non abbandonato. Quando chiama, trova una persona. Quando c'è un'emergenza, qualcuno risponde — anche alle tre di notte. Significa trasparenza nei rendiconti, puntualità nelle assemblee, rispetto dei tempi. Sembra poco, ma nel nostro settore non è affatto scontato.
◆ Avete lanciato questa rivista. Perché?
Perché crediamo nell'informazione. Un condòmino informato è un condòmino più sereno, più collaborativo, meno conflittuale. Spesso i problemi in assemblea nascono dalla disinformazione. Noi vogliamo essere la fonte affidabile: parlare di normativa, sicurezza, tecnologia — con parole semplici, attraverso le voci dei nostri esperti.
◆ Una cosa che la entusiasma del futuro?
Le persone del mio team. Ogni giorno mi stupiscono. Abbiamo ragazzi giovani con una voglia di fare straordinaria, e colleghi con anni di esperienza che portano equilibrio. È questa combinazione che mi dà energia. Il futuro di Opportunity siamo noi — tutti insieme.